BENVENUTO A FRANCESCO VESCOVO DI ROMA

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Questi i numeri per l’intronizzazione a Roma il 19 aprile di Papa Francesco 5 pulman per un totale di 220 persone + 2 pulmini da 18 persone per un totale di 238 persone partite da tutta la regione ed organizzato dalla Sezione Marchigiana.
In due giorni il Consiglio di Sezione si è attivato per poter essere presente a questo fondamentale momento, per la nostra appartenenza alla Chiesa, come può essere l’intronizzazione di un Papa.
E che Papa, il nostro Francesco!
Tutte le sottosezioni hanno risposto in modo entusiasta facendo sentire la loro massiccia presenza e con partenza nella nottata, già dalle ore 5.30 del 19 marzo eravamo pronti, davanti al Gazebo Unitalsi posto in Via Gregorio VII, ad entrare in Piazza San Pietro per la Santa Messa.
Il momento più emozionante per la nostra associazione è stato quando il Papa, passando sulla sua Papamobile davanti ai nostri malati in carrozzina, ha fermato la stessa lasciando sorpresi e stupefatti, solo gli uomini della sua scorta perché la gente, la sua gente, era certa che sarebbe stato impossibile per Lui rimanere distante dal suo popolo, conquistato da subito dopo aver pronunciato il suo “Buonasera” affacciato dal balcone del Palazzo Pontificio la sera della sua elezione, avvenuta il giorno 13 marzo 2013 alle ore 19.06.
Ha baciato sulla fronte un disabile Cesare Cicconi partito da San Benedetto del Tronto con un pulmino, viste le sue condizioni, è costretto su un letto sin dalla tenera età di otto mesi e quindi impossibilitato a viaggiare su di un Bus.
Ma papa Francesco ha avuto uno sguardo pieno d’amore per tutti i presenti a cui è riuscito a trasmettere fiducia e speranza.
Nella sua omelia ha parlato dicendo che “Il vero potere è il servizio», «non dobbiamo avere paura della bontà e neanche della tenerezza», bisogna essere – come San Francesco – «custodi della creazione».
Nelle sue parole è racchiuso tutto quello che la nostra vita Unitalsiana rappresenta. L’espletare il nostro servizio verso gli ultimi è la fonte del nostro credo e la bontà e la tenerezza con cui ci avviciniamo e ci relazioniamo con i nostri amici diversamente abili o anziani o bambini, sono le armi per superare ogni barriera.
Vogliamo in questo anno in cui si accavallano due importanti eventi, i 110 anni della nostra associazione e l’anno della fede, seguitare a vivere i nostri pellegrinaggi.
Il pellegrinaggio è stato e rimane una stupenda e meravigliosa esperienza di fede, una concreta e reale possibilità di incontare Cristo.

Il nostro PAPA pastore umile tra gli ammalati

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